Variazioni sul nudo femminile, 100x80 cm

Variazioni sul nudo femminile, anni 1987/1988

Questo lungo studio, paragonabile alle variazioni di Bach per il pianoforte, dove il tema unico, il nudo femminile è disegnato mano mano quando la modella gira su se stessa, si trasforma, sia forme che colori, sequenza quasi fotografica o cinematografica permettendo non solo l’analisi ma anche l’emozione plastica... evidente contrappunto alla dichiarazione di Baudelaire "Odio il movimento che sposta le forme”. Guarda la galleria fotografica...

Nudi paesaggi

I nudi paesaggio sono nati dalla lotta di Artias con e contro una natura diuna grandezza schiacciante. Cercò di rendere la presenza dell’uomo e della donna, nella sua femminilità – sperso microcosmo, annegato nell’immensità del paesaggio, mescolando strettamente il paesaggio, con la foresta, la roccia, e il corpo umano in movimento. Guarda la galleria fotografica...

L′Italia

Attraverso varie città italiane come Roma, Venezia, Calderola, le spiagge di Civitanova, Artias fin dal 1977 dipinse, in vari episodi la sua attrazione e il suo amore per la nuova terra che lo ospitava, rendendo omaggio alla sua antica cultura e alla gioia di vivere “all‘italiana”. Guarda la galleria fotografica...

"Niente arte senza erotismo" ( Pablo Picasso )

Evocare il nudo nell’opera di Artias, è evocare tutta la sua vita, dal primo quadro nel 1929, nudo spontaneo e vigoroso, un po’ surrealista, all’ultimo fatto sul letto d’ospedale, smarrito, ma pieno di slanci di voluttà, il nudo ha regnato da padrone in tutta la sua produzione. Guarda la galleria fotografica...

Papiers Decoupes

La poetica di Philippe ARTIAS nel suo lavoro con i Papiers Découpés:
“ Il lavoro con le forbici è molto diverso: se si usa un foglio di carta blu, poi un foglio di carta rossa, ci si accorge che il blu è molto meno tollerante alla forma del rosso. Esagerando si potrebbe dire che si intaccano le forbici se si taglia del rosso, perché reagisce con molta violenza a questo attacco, mentre la carta blu si lascia tagliare semplicemente, come del burro. Il fenomeno è estremamente importante. Al contrario, nel blu, ci si lascia andare, e si taglia con ardore e forza.” Guarda la galleria fotografica...

La famiglia reale

Tra il 1963 ed il 1984, Artias ha ripreso “La famiglia di Carlo IV” di Goya che si trova al Prado. Questo gruppo di mostri, dal punto di vista sia fisico, sia morale, si era dichiarato molto soddisfatto del ritratto di gruppo. Francisco avrà abbellito i suoi modelli? Solo un po’ per dare soddisfazione ai suoi committenti, ma non abbastanza per mascherare la vera natura degli importanti personaggi, dietro i quali si è rappresentato anche lui, in secondo piano, umilmente, fuori dal campo della luce che bagna favorevolmente le dinastie tarate. “Un pittore lascia sempre un porta socchiusa, perché, più tardi, un altro pittore possa andare un po’ più lontano nella stessa direzione e regolare il conto con lui” dice Artias citando Picasso. Qui bisogna ben capirsi e non avere fraintendimenti.

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La morte di Sardanapalo

Artias ha da sempre provato una vera passione per l’enorme quadro di Delacroix “La morte di Sardanapalo” che ha ripreso in chiave moderna usando il carboncino, con un disegno acuto e sintetico, realizzando 9 cartoni di 133 x 166 cm e tantissimi acquerelli, la scomposizione, in bianco, nero e rosso il tema dell’erotismo, della morte, dell’estrema barbarie e dell’estrema raffinatezza espressi nel dipinto di Delacroix. Guarda la galleria fotografica...

Il calcio

Nel 1993 Artias conclude la sua instancabile ricerca sul movimento e il colore col ciclo dedicato al calcio, un omaggio reso alla bellezza del gioco, alla sua eleganza e sua rivisitazione “ all’antica”, fuori delle regole del mercato sportivo che banalizzano uno sport da lui considerato assai vicino ad un balletto straordinario. Nascono cosi 22 tele di 130 x 100 e 130 acquerelli. Guarda la galleria fotografica...

Opere su carta: disegni e acquerelli

..."Quando disegno un albero, quando disegno una roccia, quando disegno un corpo, tutto un ritmo si impossessa automaticamente di me, è molto fisico, mi muovo, mi muovo come in un balletto, vado avanti, affondo, rientro, indietreggio, mi rannicchio, ho nuovi sviluppi in rapporto all’oggetto o in rapporto al soggetto che sto vedendo, che sia un paesaggio, che sia un modello presente, che sia il ricordo di una città o di altre cose."...

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