Inizia con questa opera, la presentazione di una selezione di lavori dell’artista commentati da Lydia Artias, guida autorevole per commentare, contestualizzare e arricchire con informazioni intime e quotidiane il lavoro dell’artista.
Ne deriverà una sorta di “visita guidata virtuale”, utile al lavoro di archiviazione in programma.
Il comitato scientifico
Questo dipinto di 120 x 120, olio su tela, anno 1964,
“Impiccati” nacque osservando nella bottega di un piccolo macellaio di
campagna, la carcassa appesa di un bovino che, in un primo tempo evocò per
Artias il quadro famoso di Rembrandt “Il bue macellato” ma poi, gli permise di
svuotare la sua mente di tutte le cose orrende e inesprimabili vissute
durante la Resistenza.
Gli impiccati con la loro testa all’ingiù, sono poveri corpi
torturati, senza difesa.
I colori esprimano anche l’insostenibile intensità
della violenza: rossi profondi quasi bruniti come sangue asciutto,
incandescenza dei gialli-ocra come grasso, neri fiammati e profondi : tutto
esprime la violenza, la tortura ma senza espressionismo esasperato a livello
del colore come per ricoprire col velo del ricordo, ciò che fu nella
realtà una violenza insopportabile.
Come Goya con il suo famoso dipinto “Gli orrori della guerra” o Picasso con “Guernica” Artias esprime l’indicibile sofferenza e la stupidità di tutte le guerre.
Lydia ARTIAS
IL MIO ARTIAS
Perchè il mio Artias?
Non per un orgoglioso possesso ma per tenerezza, complicità, comunione di emozioni e di ricerche dedicati all'arte . Philippe ha sollevato per me un magico sipario e, da guida illuminata, da amoroso folle dell'arte di tutti i tempi, mi ha fatto entrare nel mondo delle meraviglie che vorrei condividere. Il sito un mezzo per farlo.
Lydia Artias
Philippe Artias nasce nel 1912 in Francia e scompare in Italia, a Numana, nel 2002, avendo scelto di godere con amore questa terra prediletta, per gli ultimi 26 anni della sua vita.
Realizzò un suo vecchio sogno nel 1976, raggiungendo “la terra dei padri” come chiamava l’Italia, considerando in tal senso Raffaello, Piero della Francesca, Paolo Uccello e tanti altri.
In Francia ebbe una vita artistica molto intensa, non solo come personalità invitata nelle rassegne più prestigiose a Parigi e all’estero ( Stati Uniti, Giappone, Messico, Svizzera, Inghilterra, ecc. ) ma anche come Docente presso la Maison de la Culture di Saint Etienne, dove promosse un corso id pittura innovativa, molto stimolante, di cui, a distanza di 40 anni, c’è ancora memoria.